• gen
    20

    Canonical venderà musica su Ubuntu One

    Autore: DGXstyle — Scritto in: Linux, Web

    Già da un po’ di tempo è possibile vedere dal wiki di Ubuntu qualche nota sul progetto Ubuntu One Music Store. Anche su Launchpad inoltre compare tra i blueprints il medesimo progetto. Da questo possiamo dedurre che qualcosa di concreto in via di sviluppo c’è e magari è anche in uno stadio avanzato.

    Il progetto Ubuntu One Music Store dovrebbe dar vita ad un negozio di musica online, pronto a far concorrenza all’iTunes Music Store di Apple e magari pronto ad essere implementato in Android e nel nuovo Nexus One di Google. Tuttavia anche se affascinante, per ora questa è solo un’ipotesi, mentre è certo che il nuovo music store di Canonical dovrebbe essere presente in Rhythmbox e in Banshee.

    Tuttavia non si sa ancora nulla sul database e sul server che conterranno la merce dell’Ubuntu One Music Store e non si sa nulla nemmeno su eventuali pagamenti e se il progetto sarà in qualche modo collegato all’originale Ubuntu One, servizio di storage online. Il nuovo music store dovrebbe essere lanciato in concomitanza con la versione definitiva di Ubuntu 10.04 Lucid Lynx.

    Voi cosa ne pensate? Quale sarà la riuscita di questo servizio? Potrà esserci un accordo con Last.fm? Sarà in grado di far concorrenza ad Apple? A voi la parola nei commenti.

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  • dic
    10

    ScannerAttualmente Ubuntu affida la gestione degli scanner alla libreria sane, gestita tramite interfaccia con l’applicazione Xsane, che riesce a sfruttare a pieno le potenzialità della libreria.

    Xsane dispone di moltissimi strumenti professionali, addirittura tali da permettere l’invio via fax. Probabilmente le funzioni sono troppe e troppo complesse per chi vuole un programma che faccia soltanto la scansione di un’immagine e vista l’idea di Canonical di semplificare ulteriormente la vita agli utenti principianti che usano Ubuntu, la quale ha già portato i ragazzi di Shuttleworth ad eliminare Gimp dall’elenco dei software preinstallati, è logica la scelta di eliminare anche Xsane nella prossima versione Ubuntu Lucid Lynx.

    La domanda sorge spontanea: quale software sostituirà Xsane nella gestione degli scanner? Esiste un software migliore?

    La risposta è: migliore forse no, ma più semplice sì, si tratta di SimpleScan, un software il cui nome già dice tutto. Sviluppato in GTK, basato anch’esso su sane, ma più intuitivo e meno professionale. Attualmente il software non è ancora pronto per stare in una distribuzione come Ubuntu, ma gli sviluppatori, in tour de force già da un po’, ritengono che ci sia tempo sufficiente per presentare una versione stabile ed efficiente del programma. Come al solito confido nel fatto che Canonical non deluda i suoi utenti e ammiratori.

    Voi cosa pensate di questa scelta? Avete mai provato SimpleScan? Conoscete alternative valide? A voi la parola.

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  • dic
    2

    Plymouth SunbirdGià preannunciato per Ubuntu Karmic non è arrivato, ma Canonical assicura che stavolta Plymouth sarà disponibile in Ubuntu Lucid.

    Ma cos’è Plymouth? Plymouth è uno splash manager, ovvero un programma adibito alla gestione degli splash screen, cioè le belle (a volte) schermate di caricamento che si vedono in fase di boot.

    Attualmente Ubuntu utilizza Usplash come splash manager, che tuttavia presenta alcune limitazioni che possono rendere antiquato l’aspetto grafico della fase d’avvio.

    Dunque la scelta di Canonical, vista anche la volontà di diminuire i tempi di avvio, è comprensibile, poiché Plymouth è più leggero di altri splash manager. Inoltre è attualmente usato da alcune delle maggiori distribuzioni, quali Red Hat e Fedora, quindi il progetto è largamente supportato.

    Non ci resta che attendere la novità, ma secondo voi è una scelta giusta? Plymouth sarà in grado di non deludere le aspettative?

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  • nov
    3

    Linux Ubuntu 9.10: la prova completa

    Autore: DGXstyle — Scritto in: Linux

    Linux Ubuntu 9.10 splash screenIn occasione della formattazione del mio computer, ho deciso di installare il nuovo Ubuntu: versione 9.10 Karmic Koala. Come mio solito, raramente provo le versioni alpha e le versioni beta di un sistema operativo per non rovinarmi la sorpresa finale, anche se nei sei mesi tra una Ubuntu e l’altra mi informo sulle novità che ci saranno. Ecco quindi la mia valutazione della nuova Ubuntu, fatta sulla base di un’esplorazione del sistema durata mezza giornata. Continua a leggere »

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  • ott
    30

    Ubuntu 9.10 è arrivato!

    Autore: DGXstyle — Scritto in: Linux

    KoalaPrecisa come un orologio svizzero, Canonical fa il suo rilascio semestrale di una nuova Ubuntu, che fino ad ora è sempre stata migliore delle precedenti, a differenza del principale concorrente, i cui utenti rimpiangono ancora il buon vecchio XP.

    Dunque dopo sei mesi di testing, prove e novità arriva la versione definitiva di Linux Ubuntu 9.10, nome in codice Karmic Koala.

    I cambiamenti di questa versione vanno dalle applicazioni alla grafica, fin nei minimi dettagli, questo per rendere Ubuntu il sistema più user-friendly al mondo pur mantenendo i pregi che offre il kernel Linux e in generale i vantaggi del software libero.

    Le migliorie che presenta questa nuova versione sono riscontrabili in diverse parti del sistema: il tempo di boot è stato notevolmente ridotto e mira ad essere ridotto ancora di più nelle prossime versioni, la connettività 3G e il sistema di autenticazioni sono stati di gran lunga migliorati. La gestione delle applicazioni è stata semplificata e il progetto One Hundred Paper Cuts ha dato i suoi frutti, visto che l’interfaccia è molto più curata. Fanno da contorno nuove applicazioni e aggiornamenti di quelle già presenti.

    Vi invito a provarlo e a feedarvi in attesa della recensione completa, che scriverò a breve.

    Intanto ritenete questa Ubuntu all’altezza di un Mac OS X Snow Leopard e di un Windows 7 o credete che ci sia ancora molto da fare? A voi i commenti.

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  • ott
    26

    Aggiornare il kernel su Ubuntu 9.10

    Autore: DGXstyle — Scritto in: Linux

    "La Creazione di Linux" - Michelangelo(?)Fonte: Guiodic Blog

    Come ben sapete, per Ubuntu esiste il code freeze, ovvero un sistema che non permette di inserire nei repository della distribuzione software non testato, non licenziato secondo i canoni della distribuzione o chissà quali altri motivi. Accade dunque che a causa del code freeze molti software non vengano aggiornati subito all’ultima versione. Ciò accade anche per il kernel, visto che capita spesso che una nuova versione del kernel sia rilasciata poco dopo l’uscita di una nuova Ubuntu.

    Per fortuna c’è un sistema molto efficace per aggiornare il kernel su Ubuntu Karmic Koala, il cui kernel è alla versione 2.6.31, mentre attualmente è in sviluppo il kernel 2.6.32. Ecco come fare.

    Per prima cosa, andate sulla pagina dei repository e cercate la stringa di PPA da aggiungere, che dovrebbe essere ppa:apw/green. Ora andate su Sistema –> Amministrazione –> Sorgenti software –> Altro software e aggiungete la stringa. La novità di questa versione di Ubuntu è che le chiavi non sono più necessarie. Ora che il PPA è stato aggiunto basta aggiornare la lista software e installare i pacchetti linux-image e linux-headers della versione aggiornata (al momento è la 2.6.32-2).

    Dopo l’installazione riavviate il vostro computer e vi ritroverete con Ubuntu 9.10 con il kernel aggiornatissimo!

    Dubbi? Obiezioni? Alternative? I commenti sono a vostra disposizione!

    11 commenti
  • set
    26

    VirtualboxLa virtualizzazione è sicuramente un ottimo metodo per risparmiare spazio sull’HD e per evitare di smanettare con partizioni varie quando bisogna installare, per un motivo o per un altro, più di un sistema operativo. L’esempio più classico è quello in cui un utente passa da Windows a Linux e inizialmente deve abituarsi al nuovo sistema operativo.

    Virtualbox è uno dei migliori software di virtualizzazione, sviluppato da Sun Microsystems in due versioni: una proprietaria e una open source (Virtualbox OSE).

    Nei repository di molte distribuzioni trovate la versione OSE, che tuttavia non supporta le periferiche USB. Una di queste è Ubuntu, la distribuzione che molti utenti alle prime armi usano. Ecco, dunque, come abilitare il supporto USB su Ubuntu.

    Per prima cosa procuratevi il pacchetto di Virtualbox che fa al caso vostro dal sito ufficiale, poi installatelo.

    Adesso nel menù troverete una nuova voce su Applicazioni –> Strumenti di sistema –> Sun xVM Virtualbox. Per ora non vi interessa.

    Adesso dovete dare i comandi per creare un nuovo gruppo e per aggiungere il vostro account a questo gruppo:

    sudo addgroup usbuser
    sudo adduser utente usbuser

    Dove utente è il vostro username. Ora prima di proseguire annotatevi il vostro gid, vi servirà in seguito, per sapere qual è date il comando

    grep usbuser /etc/group
    

    che vi restituirà una riga del genere:

    usbuser:x:xxx:utente
    

    dove xxx è il vostro gid e utente è il vostro username.

    Adesso dovete modificare il file fstab, quindi:

    sudo gedit /etc/fstab
    

    e in fondo al file aggiungete:

    ## USB file system (VirtualBox):
    none /proc/bus/usb usbfs devgid=xxx,devmode=664 0 0
    

    Anche qui al posto di xxx dovete inserire il gid precedentemente annotato. Salvate e chiudete.

    Ora dovete modificare un altro file:

    sudo gedit /etc/init.d/mountkernfs.sh
    

    Cercate la riga

    # Mount spufs, if Cell Broadband processor is detected
    

    e sopra ad essa aggiungete:

    ## Mount the usbfs for use with Virtual Box
    domount usbfs usbdevfs /proc/bus/usb -onoexec,nosuid,nodev,devgid=xxx,devmode=664
    

    Dove chiaramente xxx è il vostro gid. Salvate e chiudete.

    Riavviate il sistema e aprite Virtualbox, installate il sistema virtuale che volete, poi collegate una periferica USB e andate su Impostazioni e spuntate le caselle Abilita controller USB e Abilita controller USB 2.0, ora sulla destra troverete dei pulsanti disposti in verticale, cliccate sul secondo partendo dall’alto e selezionate la periferica che avete collegato.

    Adesso avviate il vostro sistema virtuale, cliccate su Dispositivi USB e cliccate sulla periferica interessata, il sistema la riconoscerà senza problemi.

    Il gioco è fatto. Dubbi? Perplessità? Obiezioni? Parlatene nei commenti.

    14 commenti
  • set
    11

    BinaryE dopo essersi dedicata anema e core ad un progetto per migliorare Ubuntu in cento dettagli, Canonical ha intenzione di usare le sue risorse per un progetto che potrebbe rendere Ubuntu un punto di riferimento per i programmatori. Molti infatti preferiscono altre distribuzioni per sviluppare i propri software, così Canonical dopo aver portato utenti Windows e Linux a Ubuntu, intende portarvi anche gli sviluppatori.

    Come intende farlo? Con un nuovo progetto: Quickly.

    Quickly non è un IDE, come molti potrebbero pensare, ma è un framework che è in grado di guidare il programmatore tra i vari momenti che compongono la creazione di un software: scrittura del codice, compilazione, revisioni, creazione pacchetti, rilasci e aggiornamenti.

    Tutto grazie alla struttura a modelli, che permette di automatizzare alcune combinazioni di strumenti di sviluppo, ad esempio con la configurazione di default, Quickly fornisce un interprete Python e Glade per creare interfacce grafiche.

    L’obiettivo è dunque automatizzare tutte le perdite di tempo nella programmazione, cosa che farà felici tantissimi sviluppatori.

    Voi cosa ne pensate di questo nuovo progetto? È una carta vincente? È una cosa inutile? Dite la vostra.

    2 commenti
  • ago
    14

    Le novità principali di Ubuntu Karmic Koala

    Autore: DGXstyle — Scritto in: Linux, Software

    KoalaCome al solito Canonical riesce a far sì che i preparativi per il rilascio di una nuova versione di Ubuntu non passino inosservati.

    Ebbene ci è riuscita anche stavolta, preparando una lista di miglioramenti per Karmic Koala che colpisce e invita a provare la versione sperimentale, così che tutti ne parlino e il verbo di Ubuntu si diffonda dappertutto. Vediamo dunque nei dettagli le caratteristiche di Ubuntu 9.10.

    Innanzitutto c’è da segnalare il nuovo filesystem di default: sarà Ext4, l’ultimo arrivato tra i filesystem open source, il che garantirà migliori prestazioni, soprattutto nel trasferimento dati. Cambia anche la versione del kernel Linux, ovvero la recente 2.6.31.

    Per chi ha una scheda video Intel, Ubuntu 9.10 sarà una vera manna dal cielo: i driver grafici avranno accelerazione UXA. Verranno aggiornati GRUB, che passerà alla versione 2 e GCC, che passerà alla versione 4.4.1, altri rinnovamenti saranno visibili nell’installazione da Live CD, nella grafica della versione Netbook Remix e nell’assenza di HAL, sostituito da Udev. Il comparto software di Ubuntu è stato rivoluzionato: Gnome è arrivato alla versione 2.28, così come Firefox, che accompagnerà Ubuntu nella sua versione 3.5 e anche OpenOffice, aggiornato alla più recente 3.1, inoltre niente più Rhytmbox per la musica, ora c’è Banshee, mentre al posto di Pidgin troveremo Empathy. Fanno il loro ingresso tra le applicazioni preinstallate Ubuntu One e DeviceKit. Chi usa Linux Fedora lo sa: DeviceKit è probabilmente uno dei migliori kit di software per la gestione dei dischi su Linux. È un insieme di vari pacchetti, tutti destinati a gestire gli hard disk interni e non sotto tutti gli aspetti: partizionamento, mount e unmount, creazione etichette, visualizzazione informazioni sul disco e altro ancora. Infine ci aspetterà un nuovo GDM e probabilmente un nuovo splash screen. Per quanto riguarda Kubuntu, le nuove applicazioni sono soltanto Arora e usb-creator, il resto sono soltanto aggiornamenti: KDE 4.3, Amarok 2.1 e K3B 2. Da dire, a proposito di Kubuntu, che sarà introdotto Kubuntu Netbook Edition.

    Se volete tenervi aggiornati sulle novità di Karmic Koala vi consiglio di seguire la lista dei blueprints.

    Cosa ne pensate? Queste novità che impatto avranno sulla diffusione di Ubuntu? Saranno apprezzate?

    3 commenti
  • ago
    10

    Ubuntu Multisearch: il pomo della discordia

    Autore: DGXstyle — Scritto in: Linux

    Non vedo, non sento, non parloL’uscita di Ubuntu Karmic Koala Alpha 3 ha portato qualche novità e qualche polemica. Perché anche qualche polemica? Semplice, perché Canonical sta trascurando un punto cardine della filosofia Open Source: la libertà di scelta.

    Entrando nei dettagli, si tratta dell’estensione Multisearch per Firefox, che modifica la homepage in una pagina creata ad hoc per Ubuntu 9.10.

    L’estensione è implementata in Firefox di default e non è possibile disinstallarla in alcun modo, ma la si può soltanto disabilitare dal menù delle estensioni, cosa abbastanza fastidiosa, soprattutto se si scopre che l’attivazione di Multisearch comporta la comparsa di banner pubblicitari a profusione nelle pagine di ricerca che dovrebbero essere di Google.

    La cosa ha scatenato le reazioni negative della comunità, i cui membri hanno manifestato il loro malcontento sollevando la questione sul forum e mostrandosi molto diffidenti di fronte al fatto che una tale mossa di Canonical possa essere sfruttata solo per garantirsi dei guadagni con la pubblicità.

    La situazione tuttavia è stata subito chiarita dal maintainer dei pacchetti Mozilla, che ha spiegato che la presenza forzata di Multisearch serve a raccogliere una certa quantità di dati che sarà utile al fine di migliorare la distribuzione, il che è comprensibile, visto che il rilascio è solo una alpha.

    Personalmente credo che la decisione sia anche giusta, ma gli utenti, che sono una delle componenti più importanti in un progetto open source, dovrebbero essere informati in maniera dettagliata e motivata di cambiamenti importanti e dovrebbero sapere se tali cambiamenti sono provvisori o definitivi. Comunque, un errore non ha mai fatto una cattiva distribuzione, per quanto mi riguarda continuerò ad usare Ubuntu, con o senza Multisearch.

    Secondo voi ciò che ha fatto Canonical è grave? La presenza di Multisearch sarà definiva? Installerete Ubuntu nonostante questo cambiamento? Commentate e ditemi la vostra.

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