• giu
    3

    Per una naturale predisposizione umana, dopo un po’ arriva la voglia di diversificarsi, di essere superiori agli altri per apparenze. Accade anche nel mondo virtuale, soprattutto nei posti frequentati da molta gente. Per sfortuna nostra e e per fortuna di queste persone, ci sono delle estensioni fatte apposta.

    Per Facebook è possibile installare SocialPlus, un add-on che permetterà di sbloccare alcune funzioni sul famoso social network che in condizioni normali sarebbero inibite all’utente: sarà possibile inserire il tasto Non mi piace, sarà possibile inserire una skin sul proprio profilo, sarà possibile usare le faccine di MSN e tante altre inutili funzioni.

    Facebook Plus non è altro che una versione di Facebook modificata dall’add-on SocialPlus, che è in grado di leggere il codice delle pagine interessate, modificarle a dovere e sostituirle a quelle originali, il che significa che nessuno vedrà i nostri cambiamenti se non installano Facebook Plus, inoltre agli altri non arriveranno notifiche di un non mi piace e nessuno vedrà la skin sul profilo. A parte queste differenziazioni di mero estetismo, Facebook Plus non ha nessun’altra novità.

    Installarlo è semplice: basta andare sul sito ufficiale e scegliere il browser usato tra i tre proposti: Mozilla Firefox, Google Chrome e Internet Explorer. A seconda della scelta effettuata sarà scaricato un file diverso; nel caso di Firefox ad esempio si tratta di un plugin del browser, nel caso di Internet Explorer è un vero e proprio file eseguibile. Dopo aver effettuato il download e l’installazione sarà necessario riavviare il browser, cosa che nel caso di Firefox e Chrome avviene in automatico.

    Dopo aver terminato la procedura, andate su Facebook e troverete le nuove funzioni: il famigerato tasto Non mi piace, status colorati, status con caratteri diversi da quello standard, emoticon in stile MSN e tante altre amenità.

    Voi l’avete installato? Come lo reputate? Siete a conoscenza di qualche alternativa? A voi la parola.

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  • apr
    2

    Fennec fa capolino su Android

    Autore: DGX — Scritto in: Hi-tech, Software

    Era disponibile su Windows Mobile, era disponibile sull’iPhone, su Android tutti lo chiedevano, tutti lo cercavano, tutti lo desideravano e finalmente è arrivato: Mozilla Fennec, la versione mobile di Firefox, è arrivato anche sul sistema operativo per cellulari di Google.

    Non è ancora una versione definitiva, è soltanto una alpha con grossi problemi di stabilità e di rendering, ma bisogna ammettere che un piccolo passo è stato fatto. Il lavoro svolto fino ad ora è stato fatto da un utente indipendente (miracoli dell’open source), quindi non c’è da stupirsi se il software è ancora traboccante di imperfezioni e malfunzionamenti.

    Per ora sono stati fatti alcuni test su un Motorola Milestone e sono stati resi pubblici con dei video su Youtube che mostrano in maniera abbastanza dettagliata cosa è già possibile fare con questa versione sperimentale di Fennec.

    È un progetto interessante, ma meriterebbe un supporto maggiore, altrimenti lo sviluppo risulta troppo lento.

    Voi cosa ne pensate? Potrà essere un buon browser?

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  • mar
    25

    La mancanza della possibilità di disinstallare i programmi Microsoft (o comunque la maggior parte di essi) su Windows è davvero irritante, soprattutto per quanto riguarda la scelta del browser. Da anni viene appioppato agli utenti Internet Explorer, che è quanto di peggio ci possa essere nel settore. Anche se con Windows 7 c’è la possibilità di scegliere il browser durante l’installazione del sistema operativo (solo grazie ad una multa dell’UE), nei sistemi operativi precedenti non esiste alcuna possibilità per disinstallare Internet Explorer, salvo l’uso di programmi di terze parti.

    Il software che propongo per fare questa operazione è Revo Uninstaller Pro, un software shareware disponibile anche in demo gratuito.

    Una volta installato e configurato con le prime impostazioni, il programma vi pone davanti una schermata con tutti i software che utilizzate (nell’immagine sono sfocati per richiesta di chi mi ha fornito lo screenshot).

    Il programma quindi non solo è in grado di rimuovere Internet Explorer, ma qualsiasi altro software voi abbiate installato ed è in grado di rimuoverne tutte le tracce, anche dal registro di sistema. Se siete abbastanza furbi potete reinstallare le demo dei programmi shareware quando il periodo di trial è scaduto, è scorretto, ma…

    In questa schermata vi basta selezionare Internet Explorer per avviare il processo di disinstallazione.

    Tale processo si suddivide in tre fasi:

    1. Creazione di un punto di ripristino, backup dei file e del registro di sistema qualora qualcosa andasse storto; in questa fase bisogna pazientare qualche minuto.

    2. Processo di disinstallazione vero e proprio; sarà possibile tenere d’occhio i vari passaggi.

    3. Verifica di residui sul disco ed eventuale pulizia di essi; è possibile effettuarla mediante una scansione con tre livelli di accuratezza.

    Terminata la prima fase, inizierà il processo di disinstallazione. Una piccola schermata vi dirà a che punto è la rimozione del programma, come potete notare dall’immagine il primo passaggio consiste in un’epurazione del registro di sistema, che viene liberato da tutte quelle chiavi utilizzate dal programma che state disinstallando. Seguono successivamente la disinstallazione del software, l’esecuzione di processi particolari dopo la disinstallazione, la pulizia dei file inutili e l’avvio dei servizi di sistema, che nel frattempo erano stati interrotti per evitare conflitti.

    Ora il più è fatto, tuttavia è necessaria la fase di scansione.

    Vi ritroverete avanti la schermata che vi illustra le tre fasi della disinstallazione, pronti per la scansione in cerca di resti del programma disinstallato, è risaputo che le applicazioni Microsoft lasciano sempre qualche ricordino poco gradito.

    Scegliete il livello di accuratezza della scansione, io vi consiglio il livello Avanzato, dura di più, ma sarete sicuri che di Internet Explorer non resterà più nulla.

    Dopo aver scelto quanto Revo scaverà a fondo nel vostro hard disk cliccate sul pulsante Scansione in basso a destra e attendete pazientemente che il processo termini. Se verranno individuati dei residui questi verranno immediatamente rimossi, tuttavia per sicurezza ripetete la scansione.

    La scansione va ripetuta ogni volta che Revo rimuove la spazzatura restante. In realtà questa procedura è facoltativa, ma l’esperienza mi dice che è meglio essere prudenti.

    Quando ogni traccia di Internet Explorer sarà scomparsa dal vostro computer visualizzerete una finestra di dialogo che vi avverte che Revo non ha trovato nessun avanzo. A questo punto cliccate su OK e considerate la missione compiuta: avete disinstallato Internet Explorer con successo! Alla faccia di zio Bill!

    Domande? Obiezioni? Conoscete metodi alternativi? Scrivete tutto nei commenti.

    2 commenti
  • feb
    6

    Symbian OS diventa open source

    Autore: DGX — Scritto in: Hi-tech, Software

    Molti già lo classificano come il più importante passaggio di licenza del decennio, una grande rivoluzione nel mondo del software e della tecnologia mobile: Symbian, il sistema operativo usato da oltre trecento milioni di cellulari è passato sotto licenza open source.

    Da un paio di giorni il cambio di licenza è diventato effettivo terminando quel processo iniziato nel 2008 e ora chiunque può esplorare liberamente il codice di uno dei sistemi operativi per dispositivi mobili più famoso al mondo.

    La scelta ovviamente è molto chiara: recuperare terreno sulla concorrenza, Android su tutti. Le società che fanno affidamento alla famiglia Symbian hanno deciso di investire sull’open source principalmente per due motivi: uno sviluppo maggiore, vista la mole di appassionati che dedica volentieri il suo tempo ad un progetto libero e i costi minori, che vista la crisi non fa male.

    La Symbian Foundation stabilirà una roadmap e ognuno potrà contribuire a portarla a termine, ogni livello di competenza è ben accetto, inoltre nulla vieta di suggerire modifiche da apportare alla stessa roadmap. Niente male, eh? Che ne dite di questa importante apertura? C’è tanto da guadagnare o Symbian perderà punti?

    Un commento
  • gen
    4

    Il seguente articolo è un guest post scritto per DGXstyle.net da Dark Flash, admin del sito Dark Mirror. Consiglio a tutti voi di visitarlo.

    Gentoo e Portage

    Questo articolo deve essere un piccolo how-to che spiegherà in breve come possiamo utilizzare e configurare Portage. Portage è il gestore di pacchetti tipico della distribuzione Linux Gentoo; differisce dagli altri gestori di pacchetti tradizionali come APT di Debian, Pacman di Arch Linux o Rpm di Red Hat perché installa i programmi compilandoli da codice sorgente. In tal modo abbiamo dei punti a favore come l’estrema personalizzazione del nostro sistema o come l’ottimizzazione finale degli eseguibili ottenuti, ma anche un inconveniente: ci vuole molto più tempo a compilare un programma da sorgente che installarsi un pacchetto precompilato. Questo problema per fortuna non è più molto rilevante se utilizziamo hardware recente, ma potrebbe essere uno scoglio non indifferente per chi utilizza macchine datate. Continua a leggere »

    2 commenti
  • dic
    25

    Le novità di OpenOffice.org 3.2

    Autore: DGX — Scritto in: Software

    UfficioCome molti sapranno la versione 3.2 di OpenOffice.org è già in cantiere ed è quasi definitiva, visto il recente rilascio della RC1, disponibile al download.

    Tuttavia è interessante analizzare le novità principali di questa prossima versione, che a mio avviso cambierà molte cose e confermerà OpenOffice.org come un top software, uno di quelli immancabili nei computer.

    In generale la velocità dei tempi di avvio è migliorata notevolmente, del 46%, stando a quanto detto dagli sviluppatori. Il supporto ai formati proprietari è migliorato e i documenti provenienti da Microsoft Office ora sono meglio gestiti.

    In Writer spicca l’assenza di Mediawiki, che ora non è più parte integrante del software a causa di conflitti con altre parti di codice, ma è comunque utilizzabile come plugin.

    La maggior parte delle novità sono concentrate in Calc, in cui sono stati aggiustati tanti piccoli dettagli che messi insieme fanno davvero la differenza: possibilità di aggiungere più tipi di bordi alle celle, migliorato il copia-incolla tra le celle, migliorata la gestione delle celle unite e funzioni statistiche più avanzate, per dirne qualcuna, ma ce ne sono molte altre che ora non elencherò per non fare un post chilometrico.

    Vi rimando comunque alla pagina del sito ufficiale con le nuove caratteristiche della prossima versione. Intanto fatemi sapere cosa vi aspettate dal nuovo OpenOffice.org e cosa vorreste che venisse migliorato.

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  • dic
    10

    ScannerAttualmente Ubuntu affida la gestione degli scanner alla libreria sane, gestita tramite interfaccia con l’applicazione Xsane, che riesce a sfruttare a pieno le potenzialità della libreria.

    Xsane dispone di moltissimi strumenti professionali, addirittura tali da permettere l’invio via fax. Probabilmente le funzioni sono troppe e troppo complesse per chi vuole un programma che faccia soltanto la scansione di un’immagine e vista l’idea di Canonical di semplificare ulteriormente la vita agli utenti principianti che usano Ubuntu, la quale ha già portato i ragazzi di Shuttleworth ad eliminare Gimp dall’elenco dei software preinstallati, è logica la scelta di eliminare anche Xsane nella prossima versione Ubuntu Lucid Lynx.

    La domanda sorge spontanea: quale software sostituirà Xsane nella gestione degli scanner? Esiste un software migliore?

    La risposta è: migliore forse no, ma più semplice sì, si tratta di SimpleScan, un software il cui nome già dice tutto. Sviluppato in GTK, basato anch’esso su sane, ma più intuitivo e meno professionale. Attualmente il software non è ancora pronto per stare in una distribuzione come Ubuntu, ma gli sviluppatori, in tour de force già da un po’, ritengono che ci sia tempo sufficiente per presentare una versione stabile ed efficiente del programma. Come al solito confido nel fatto che Canonical non deluda i suoi utenti e ammiratori.

    Voi cosa pensate di questa scelta? Avete mai provato SimpleScan? Conoscete alternative valide? A voi la parola.

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  • dic
    2

    Plymouth SunbirdGià preannunciato per Ubuntu Karmic non è arrivato, ma Canonical assicura che stavolta Plymouth sarà disponibile in Ubuntu Lucid.

    Ma cos’è Plymouth? Plymouth è uno splash manager, ovvero un programma adibito alla gestione degli splash screen, cioè le belle (a volte) schermate di caricamento che si vedono in fase di boot.

    Attualmente Ubuntu utilizza Usplash come splash manager, che tuttavia presenta alcune limitazioni che possono rendere antiquato l’aspetto grafico della fase d’avvio.

    Dunque la scelta di Canonical, vista anche la volontà di diminuire i tempi di avvio, è comprensibile, poiché Plymouth è più leggero di altri splash manager. Inoltre è attualmente usato da alcune delle maggiori distribuzioni, quali Red Hat e Fedora, quindi il progetto è largamente supportato.

    Non ci resta che attendere la novità, ma secondo voi è una scelta giusta? Plymouth sarà in grado di non deludere le aspettative?

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  • nov
    23

    Introduzione a Gnome Shell

    Autore: DGX — Scritto in: Linux, Software

    Gnome logoÈ il fenomeno del momento, che segna il passaggio di Gnome dalla vecchia alla nuova generazione dei DE. Gnome Shell è un modo totalmente nuovo di concepire l’ambiente desktop, che lo rende più intuitivo, più versatile, più funzionale e, almeno in teoria, più comodo e semplice da usare. Molti l’avevano già provato e non potevo esimermi dal farlo anche io. Così, con molto ritardo, mi sono deciso ad installare Gnome Shell e ad usarlo per un po’ sulla mia Ubuntu 9.10. Continua a leggere »

    2 commenti
  • nov
    20

    Google Chrome OSCome anticipato nel precedente articolo, la presentazione fatta da Google a Mountain View nella giornata di ieri, ha chiarito molti dubbi riguardo lo sviluppo e le sorti del sistema operativo di Big G.

    Innanzitutto, è stato chiaramente detto che Chrome OS non sarà disponibile già da ora, ma bisognerà aspettare ancora un po’, tuttavia i sorgenti sono già disponibili nel repository di Git. Si sa inoltre per certo che il sistema sarà basato sul kernel Linux come già stabilito fin dall’inizio e sarà una derivata di Debian, il che potrebbe mettere in moto una qualche alleanza con altre società che supportano sistemi Debian-based come ad esempio Canonical, che supporta Ubuntu. Ciò renderebbe la cosa molto interessante, specialmente se vista sotto l’ottica di una coalizione anti-Microsoft. Il sistema operativo è dunque completamente open source, tuttavia le componenti principali del sistema operativo saranno incorporate nel browser (la cui licenza potrebbe subire cambiamenti), che diventerà l’elemento principale, nonché un vero e proprio tuttofare.

    Purtroppo però resta ancora irrisolta la questione sicurezza: pare che Chrome OS riconosca come malware qualsiasi applicazione modificata dall’utente, il che mutilerebbe la parte open source del progetto, però gli sviluppatori assicurano che la sicurezza sarà sicuramente rivista anche tenendo conto questo aspetto.

    Le promesse dunque sono ottime e il fatto che Chrome OS sia basato su Linux e in particolare su Debian lascia ben sperare. Voi di che opinione siete? Come pensate che sarà quest’ennesima rivoluzione fatta da Google? Parliamone nei commenti.

    Nessun commento

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