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feb3
Noi (non) amiamo Silvio e lui ama il fotoritocco
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Fonti: Il Disinformatico, Photoshop Disasters.Non ho potuto fare a meno di notare la pubblicità in TV sul nuovo libro di Peruzzo Editore: Noi Amiamo Silvio. Si tratta di una raccolta di foto che ritraggono Silvio Berlusconi in vari momenti (talvolta anche privati) della sua vita e della sua carriera.
Il titolo mi ha fatto subito pensare ad una propaganda mirata ad arricchire la demagogia del personaggio con i connotati del salvatore della patria, del supereroe, di colui che ci sta facendo uscire dalla crisi, che lui stesso sosteneva essere inesistente mentre sempre più famiglie finivano sul lastrico.
E così dal meno male che Silvio c’è alle foto di Villa Certosa accuratamente occultate dai media italiani (perché all’estero sono comparse eccome) il passo è breve.
La stranezza della questione Rifiuti a Napoli esistente da 14 anni e saltata fuori proprio in campagna elettorale mi ha sempre insospettito, ma magari sono io che mi faccio pippe mentali, magari veramente la gente ama Silvio. E allora perché gli tirano le statuette in faccia? Forse un po’ di dissenso c’è, anche se le sue televisioni si ostinano a non vederlo. Fatto sta che appena guarito e appena ricuciti i punti del lifting ha detto una cosa riguardo il suo aggressore: «io lo perdono», affermazione che mi ricorda tanto quella conversazione di papa Giovanni Paolo II con Alì Agca, suo attentatore. Non c’è che dire… Silvio ha una vera aura divina, come ha potuto constatare il buon Vespa annusando la mano del cavaliere di Arcore, che si autoattribuiva un profumo di santità. Ovviamente i processi per mafia a suo carico e tutte le leggi escogitate per evitarli vengono fatti passare sotto silenzio, il suo passato alla P2 non lo prende in considerazione più nessuno, le minorenni che frequentava pure vengono messe a tacere… all’estero intanto tutti deridono l’Italia e gli italiani.
Terminata questa lunga digressione mi concentro sulla vicenda attuale: gli autori del blog Photoshop Disasters hanno smascherato alcuni artifici, fra l’altro malriusciti, nelle foto della raccolta succitata: un mazzo di fiori praticamente disegnato nelle mani di Silvio, folle allargate con un collage di altri pezzi di folla della stessa foto, bandiere duplicate tra il pubblico e altre grottesche falsificazioni fotografiche nemmeno ben mascherate. Bravo Silvio, fai tutti i ritocchi che vuoi, sia alla tua faccia che alle tue foto, tanto la gente ti ama… meno male che ci sei…












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