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gen302 commenti
iSlate, iTablet… alla fine iPad. Questo è il nome scelto per l’ultimo arrivato in casa Apple, di cui si è tanto parlato in questi mesi. Diciamo che io non ho seguito gli sviluppi di questo prodotto perché l’ho ritenuto poco interessante fin da subito. Tuttavia ora il fenomeno dilaga e ritengo giusto spenderci due parole e fare le mie considerazioni.Innanzitutto vi spiego cos’è l’iPad: è un tablet, fatto di uno schermo touchscreen e assimila in sé le funzioni di uno smartphone, di un computer, di una console e di un lettore multimediale. È stato definito da Jobs come una terza via della tecnologia, dopo computer e cellulari.
L’iPad non ha il multitasking, quindi non è possibile usare più di un’applicazione alla volta. Ha un browser, ma non supporta Flash, quindi scordatevi di vedere un video su Youtube o di giocare con qualche giochino via browser.
No! Non ha porte USB, non ha una fotocamera o una webcam e non ha nemmeno delle dimensioni tascabili. Volete poggiarlo su un ripiano e usarlo per scrivere qualcosa con iWork? Non potete: sfortuna vuole che la forma dell’iPad sia arrotondata sul retro, dunque se provate a scrivere il tablet inizia a dondolare. Per quanto riguarda multimedia e applicazioni solo roba con DRM e solo programmi autorizzati, quindi niente programmi fuori dalla lista bianca di Apple. Costa 499 $ e la sua utilità è dubbia. Io non lo compro.
A voi piace? Avete una spiegazione plausibile su quale sia la sua funzione? Lo comprerete? Ditemi la vostra.
2 commenti a “Due parole sull’iPad”
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Bhe secondo me l’utilità dell’iPad tende a zero… Come hardware non è malaccio, ma non è stata una mossa intelligente montarci sopra un sistema operativo così limitante… Comunque segnalo a chi interessano dispositivi simili iFree Tablet: una valida alternativa libera all’iPad della Apple: http://www.ifreetablet.com/indexEN.php .
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Non è tanto il problema delle alternative, che sono validissime, il problema è: a che serve un dispositivo del genere? L’iFreeTablet è sicuramente superiore in quanto a caratteristiche tecniche, ma la domanda non cambia: in che contesto posso usarlo?











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